Ciascuna delle migliaia di tombe ammassate sui pendii rocciosi a sud della vecchia città di Safed racconta la storia secolare di questa città e dei suoi abitanti.
Il cimitero può essere visto facilmente dal quartiere degli artisti nella città vecchia e da altre posizioni, ma camminare attraverso i suoi stretti vicoli e risalire i suoi gradini è un’esperienza da provare.
Le iscrizioni rivelano la presenza dei saggi e dei mistici, tra loro il più importante: l'Ari, il rabbino Isaac Luria. Le vittime dei terremoti che hanno colpito Safed nel diciassettesimo e nel diciottesimo secolo sono sepolte qui e gli attuali residenti non le hanno dimenticate. Una sezione speciale è dedicata a coloro che hanno dato la propria vita durante l’assedio della città nella guerra di indipendenza e nelle successive battaglie.
Dato che la popolazione di Safed è variata durante i secoli, le differenti abitudini hanno fatto si che al cimitero ci fosse una sezione Sefardica e una sezione Askenazita. Le tombe dei cabalisti del sedicesimo secolo, molte tradizionalmente dipinte blu cielo, hanno zone separate tra uomini e donne per pregare, accendere candele e fare carità. Oltre l’Ari, ci sono anche il rabbino Shlomo Alkabetz, autore del Lecha Dodi ed il rabbino Yosef Caro, autore dello Shulchan Aruch.