Abacuc, che visse in Giudea nel VII sec. A.C., è annoverato tra i “Dodici Profeti Minori”. Ma per i pellegrini che pregano sulla sua tomba in Galilea il termine “minore” non è che un dettaglio.
Vi sono molti misteri intorno alla figura di questo profeta. Come il suo nome, che si dice sia legato a quello di una pianta, probabilmente quella della menta. Il suo piccolo sepolcro, con la caratteristica cupola turchese che sovrasta una lapide ricoperta di velluto, è circondato da alberi secolari, così come voleva una millenaria tradizione relativa alle antiche sepolture. Gli studiosi sostengono che Aabacuc fosse un filosofo con una suprema fede in Dio. E i pellegrini che visitano la sua tomba dimostrano di saperlo a giudicare dai bigliettini che depongono anche nelle più sottili fenditure dei tronchi degli alberi, nella speranza di trovare risposta alle loro preghiere.
La tomba è situata a nordest del Mare di Galilea, in prossimità del punto in cui la strada 65 incrocia il National Water Carrier (la più grande infrastruttura del sistema idrico del paese).