l bio-tour di Sde Eliyahu permette ai visitatori di compiere un viaggio all’interno di questa meravigliosa località agricola in cui vi è un ottimo equilibrio tra l’interazione umana e la natura, tecnologia e tradizione. I tour sono nati dall’esigenza di organizzare gli enormi flussi di persone che volevano osservare ed imparare gli originali sistemi di coltivazione e l’innovativo atteggiamento nei confronti dell’ambiente. Quindi tutti voi, cari turisti, potrete trascorrere un’affascinante giornata nell’atmosfera del kibbutz e scoprirne i segreti. (www.bio-tour.com, 054-5640971).
Iniziamo dai vigneti, ovviamente organici. La guida ci spiega che le bottiglie di plastica appese ad intervalli irregolari tengono lontani gli sciacalli. (Perché gli sciacalli vanno nei vigneti? “Così, senza un motivo preciso, però scavano delle buche che danneggiano le radici”). Ma da quando sono scomparsi gli sciacalli, i conigli hanno iniziato a moltiplicarsi ed hanno via via smantellato la recinzione che circondava il vicino campo di melograni. La rete allontana gli insetti nocivi , quindi gli agricoltori del kibbutz hanno creato dei “tunnel” in legno per consentire l’accesso ai conigli ed evitare che essi rovinino la rete.
Complicato? C’è di più: nei campi vi sono dei contenitori che fungono da nidi per attirare barbagianni, poiane ed altre specie predatorie, per tenere sotto controllo il numero di roditori che danneggiano i raccolti: così arrivano i buzzaghi di giorno e i gufi di notte. Nelle coltivazioni di datteri, mandrie di asini “lavorano” come mietitori, ripulendo il terreno dalle erbacce preservandone, così, la preziosa acqua. Si stanno anche sperimentando dei contenitori che attirano i pipistrelli (che si nutrono di insetti nocivi). L’intero sistema, la gestione integrata degli insetti nocivi, si fonda su “meccanismi” del tutto naturali che producono risultati privi di effetti dannosi.
Ovviamente si utilizzano solo composti organici, prodotti nel kibbutz attraverso il riciclo. Non si butta via nulla. I melograni, ad esempio, vengono inviati in uno stabilimento esterno dove si producono dei succhi che pare abbiano delle proprietà medicinali. I semi e le bucce, entrambi premuti, vengono riportati al kibbutz. Dai semi si ricava un olio e dalle bucce, finemente lavorate, si ottiene una polvere molto richiesta dall’industria cosmetica.
Ma la più interessante giustapposizione natura-scienza è il campo SIT (sterile insect technique, tecnica degli insetti sterili), in cui si allevano milioni di mosche maschio sterili per poi liberarle nell’ambiente. Il risultato è una notevole diminuzione del numero di mosche della frutta, ottenuta senza alcun uso di pesticidi. (Le femmine non fecondate non producono le uova che guastano la frutta). Israele e Giordania lavorano insieme per tenere sotto controllo le mosche mediterranee da frutta e Sde Eliyahu invia anche oltre confine le mosche maschio sterili perché vengano liberate anche lì.
Un altro successo significativo conseguito a Sde Eliyahu è il bio-sistema delle api: interi sciami di api vengono prima allevati in speciali arnie e poi trasferiti in serre. Qui esse fanno quello che sanno fare meglio: impollinano i fiori per produrre ottimi peperoni, zucche, cetrioli, pomodori ed altri ortaggi. I coltivatori sanno bene che i pesticidi ucciderebbero non solo gli insetti ma anche le api, quindi niente pesticidi!
Il controllo degl’insetti attraverso le api ha fatto sì che aumentassero predatori quali gli acari, le vespe, gli emitteri ed i coleotteri che vivono cibandosi proprio degli insetti che danneggiano frutta e verdura: un altro “effetto collaterale”. I predatori vengono collocati nelle serre o liberati nei campi, dove vige la legge secondo la quale solo il migliore sopravvive, e dove le regole di Madre Natura mantengono un equilibrio ecologico tra le diverse specie.
La zona della Valle di Beit She’an ha da poco un nuovo nome: “Valle delle Sorgenti”, per via delle sue decine di sorgenti naturali. Beit She’an è un luogo pieno di storia, e il Monte Gilboa e la sua valle sono ricchi di località da scoprire ed esplorare. Prendetevi un po’ di tempo per fare questo giro un po’ fuori dagli schemi. Non abbiate paura, le vespe e le api non pungono!
© Copyright Jonathan Danilowitz 2008.